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I canti del pescatore

  • Immagine del redattore: Luca Gandola
    Luca Gandola
  • 3 giu 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 24 set 2021

Pregare è per molte delle persone che abbiamo incontrato durante questo progetto un'attività quotidiana di un grande valore personale e alle volte anche sociale; per altri è un'abitudine senza nulla di trascendente, ma che tiene vivo il ricordo con la propria terra, la propria gente.

Abbiamo conosciuto l'importanza del digiuno, dell'abduzione, della parola: elementi che nel mondo musulmano circondano il momento della preghiera. Abbiamo incontrato chi si affida a una ricerca interiore, al silenzio e chi quella dell'equilibrio fisico; chi dona un nome alla sua guida spirituale, chi preferisce non farlo.


Abbiamo incontrato anche Aladin: un giovane uomo che ha raggiunto Mazzarino poco prima del nostro arrivo. Abbiamo parlato insieme dei nostri viaggi: lui è arrivato in Italia partendo dal Gambia, dove è stato pescatore per diverso tempo. Ci ha mostrato dei video dei suoi giorni in mare, pescando con i suoi colleghi e amici e parlato dell'importanza dei canti che i pescatori intonano per darsi ritmo, forza e per chiamare il favore del mare, per il buon esito della pesca.

Abbiamo cercato di rianimare questi canti; di ricercare il legame che stringe Aladin ai suoi compaesani e alla pratica che lo ha occupato per tanto tempo nella sua terr,a evocando i suoni di quei cori.





Naogore, realizzato da Aladin e Progetto Lambda

 
 
 

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